
“Con la riforma della scuola e ora con questa nuova porcata – continuano – si compie il disegno pericolosissimo di un governo palesemente orientato verso il privato, un disegno che crea disuguaglianza, che discrimina e spacca il Paese in due tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, tra chi ha i mezzi per potersi permettere il meglio, o presunto tale, e chi questi mezzi non li ha e per questo sarà lasciato per sempre ai margini, all’ultimo posto. Il governo che doveva cambiare l’Italia sta spazzando via gli ultimi brandelli di meritocrazia che erano rimasti in questo Paese”.
“Per noi – concludono – la strada è quella della libertà di accesso al concorso pubblico senza discriminante sul voto di laurea e tantomeno sull’Ateneo di provenienza. Lo abbiamo sempre detto e lo abbiamo messo su carta con una nostra proposta di legge
già depositata alla Camera, a prima firma Carlo Sibilia. Se questo è l’antipasto della Buona Università, c’è solo da preoccuparsi”.